Foto

Photographer's Note

Cerreto di Spoleto

Piccolo comune dell’Umbria, poco più di mille abitanti, ma tanta storia.

Il toponimo deriva forse da cerrus (Quercus cerri), albero presente nello stemma del Comune, oppure da Kerra, termine appartenente al sostrato mediterraneo significante "pietra".

Probabilmente il luogo era abitato anche in età romana, ed in epoca longobarda il territorio faceva parte del gastaldato di Ponte, ma le prime notizie certe da fonti archivistiche risalgono al secolo XII. In epoca longobarda il territorio faceva Sorge in una posizione dominante, di notevole importanza strategica, allo sbocco della vallata del Vigi. A lungo conteso tra il Comune di Spoleto, il Comune di Norcia ed i Varano di Camerino, tenne sempre però alla propria indipendenza. Nel 1550 tornò alla chiesa; nel 1569 venne aggregato di nuovo a Norcia e nel 1800 entrò, con i Francesi, nelle giurisdizione di Spoleto, con il regno d’Italia riacquisì la sua autonomia amministrativa. I suoi cittadini erano, nel medioevo, famosi girovaghi, fabulatori e mercanti di spezie e ricette, con solida fama di imbroglioni, impostori e questuantiancora oggi, a riprova della fama che raggiunsero, c’è a Firenze via dei Cerretani.

Da Cerretano deriva il termine “ciarlatano” per indicare genericamente ogni tipo di imbroglione e di impostore, presente nella lingua italiana fin dai primi anni del cinquecento ed ha conosciuto una tale fortuna da migrare in tutta Europa.
Nel vocabolario della Crusca del 1612 i Cerretani o Ciarlatani erano descritti come "coloro che per le piazze spacciano unguenti, o altre medicine, cavano i denti o fanno giochi di mano che oggi più comunemente dicesi Ciarlatani, ...da Cerreto, paese dell'Umbria da cui soleva in antico venir siffatta gente, la quale con varie finzioni andava facendo denaro".
Molte sono gli aneddoti su questo argomento, ed addirittura furono composte delle opere a stampa, tra le quali lo "Speculum Cerretanorum" di Teseo Pini e "Il vagabondo ovvero sferza dé i vagabondi" di Raffaele Frianoro.
Cipriano Piccolpasso nella sua opera sui castelli scrive: "esercitano questi uomini d'andar per il mondo vendendo il Zafferame et pepe et altre spetiarie , coralli como anco una certa sorte d'herba che chiamano corallina, qual ridotta in polvere vendono per dar ai putti per scacciar i vermi... Non si dilettano, pare a me, né d'armi né di lettere, sì ben d'andar per birri, questo par sia lor particolare professione...". …… "quel costume che hanno di andare a torno accattando o cialtronando".
I cerretani girovagavano per la penisola ed anche fuori dei confini come erboristi, speziali empirici e, approfittandosi dell'ingenuità e della buona fede della gente, spacciavano unguenti miracolosi oppure si fingevano affetti da gravissime malattie per estorcere le elemosine. Machiavelli usa il vocabolo "Cerretano" come sinonimo di medico ciarlatano, di finto medico, che vanta specifiche virtù nella sua famosa commedia "La Mandragola".

Romano46 ha contrassegnato questa nota come utile

Photo Information
Viewed: 2654
Points: 54
Discussions
  • None
Additional Photos by Silvio Sorcini (Silvio1953) Gold Star Critiquer/Gold Star Workshop Editor/Gold Note Writer [C: 17138 W: 130 N: 35465] (195766)
View More Pictures
explore TREKEARTH