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La finestra fa parte della Ara Pacis, di riflesso la chiesa di S.Rccoo a Roma
Dopo sette anni di lavori, è stato ultimato l'edificio che racchiude l'Ara Pacis, progettato dall'architetto Richard Meier in acciaio, travertino, vetro e stucco. Il complesso è stato inaugurato e aperto al pubblico il 21 aprile 2006, in occasione del Natale di Roma.
L'opera di Meier, il primo grande intervento architettonico-urbanistico attuato nel centro storico di Roma dai tempi del Fascismo, è una struttura dai caratteri trionfali, con chiari accenni allo stile imperiale romano. Si erge sopraelevato e richiama in luce il Mausoleo di Augusto sulla sinistra del manufatto architettonico, mentre ampie superfici vetrate consentono di ammirare l'Ara Pacis in condizioni di luminosità uniformi.
Il colore bianco è il marchio di fabbrica di Richard Meier; le lastre di travertino che decorano parte dell'edificio sono invece frutto delle modifiche apportate dall'architetto in corso d'opera (originariamente erano previste superfici di alluminio), dopo un riesame del progetto in seguito alle polemiche sorte con alcuni nostalgici della vecchia teca, costruita nel 1938 nell'ambito dei lavori di realizzazione della piazza Augusto Imperatore diretti dell'architetto Vittorio Ballio Morpurgo.
L'ambizioso progetto di Meier intende imporsi con energia nel cuore della città, diventando centro nevralgico e di scambio. Il complesso, a lavori eseguiti, sarà infatti dotato di un percorso pedonale che, grazie alla costruzione di un sottopassaggio,[3] consentirà di saldare la struttura museale al Tevere.
Ciò nonostante, l'opera è stata accolta con pareri contrastanti. Il New York Times l'ha definita senza mezzi termini un "flop", mentre il famoso critico d'arte e polemista Vittorio Sgarbi l'ha liquidata spregiativamente definendola "una pompa di benzina texana nel cuore di uno dei centri storici più importanti del mondo", nonché il primo passo verso una "internazionalizzazione" della Città di Roma. Tuttavia il giudizio non è stato affatto unanime,[4] e Achille Bonito Oliva ha ad esempio espresso apprezzamenti per il progetto di Meier.[5]

In una delle sue prime dichiarazioni dopo l'elezione a sindaco di Roma (aprile 2008), Gianni Alemanno ha annunciato la sua intenzione di rimuovere la teca di Meier, che la destra romana ha sempre contestato. Lo stesso Alemanno ha però successivamente precisato che l'intervento sull'Ara Pacis non è in ogni caso fra le priorità del suo programma.

Il Museo dell'Ara Pacis fa oggi parte del Sistema dei Musei in comune.

Nella notte tra il 31 maggio e 1° giugno 2009, ignoti hanno imbrattato con vernice verde e rossa il muro bianco esterno, posizionando anche un water ai piedi del muro. Sull'azione al momento indaga la Digos.[6]

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Additional Photos by Giuseppe Nicita (peppe59) Gold Star Critiquer/Silver Workshop Editor/Gold Note Writer [C: 1247 W: 14 N: 974] (14555)
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