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Basilica di San Sabino de Plano

Sorge nei pressi di un diverticolo della via Flaminia, in un’area ove il ritrovamento di sepolture e materiali epigrafici di età romana ha consentito di attestare la presenza di un cimitero.
Sono impiegati numerosi materiali di riuso, tra cui un’iscrizione funeraria, suggeriscono un reimpiego attuato da uno spoglio delle contigue aree sepolcrali ubicate lungo la Flaminia. Certamente pertinenti ad un monumento sepolcrale a tamburo sono i sei grandi conci curvilinei reimpiegati lungo la parete esterna dell’absidiola laterale destra della chiesa.
Un’iscrizione mutila segnala il titolare, o meglio i titolari del sepolcro, forse la Gens Caesia, già attestata a Spoleto da un cippo funerario in travertino.
Abbandonato in epoca tardomedievale, con lo sviluppo del Cristianesimo il territorio fu ripopolato, e la costruzione di nuove chiese lungo le principali vie di comunicazione vide frequenti fenomeni di riutilizzo dalle aree cimiteriali “pagane” per la costruzione di nuovi edifici di culto.
A quest’epoca risalgono numerosi racconti agiografici ai quali fanno riferimento varie fondazioni sia in città che nell’immediato suburbio e nel territorio spoletino (come la chiesa di San Brizio e la chiesa di San Giovanni di Panaria).
Secondo la tradizione, la chiesa fu edificata sul sepolcro di Sabino, (o Savino), vescovo di Spoleto, martire cristiano dell'epoca di Gaio Aurelio Valerio Diocleziano. Il santo fu oggetto di grande venerazione a Spoleto nell’Alto Medioevo.
Vescovo di Spoleto, San Sabino subì il martirio nel 310 sotto l’imperatore Massimiano, fu particolarmente venerato in epoca longobarda. Si narra che, perseguitato perché cristiano, fu arrestato insieme con altri ecclesiastici, imprigionato e gli furono amputate le mani. In galera conobbe un cieco e lo guarì. Questo miracolo suscitò la curiosità e l’apprezzamento del suo stesso aguzzino, vittima di una grave malattia agli occhi, che chiese di incontrare Sabino: il santo vescovo lo guarì e lo convertì. Ma questo miracolo lo rese ancor più inviso ai pagani, per cui fu ucciso a bastonate.
Secondo la tradizione agiografica locale il suo corpo fu seppellito a circa due miglia dalla città da una matrona di nome Serena.
È probabile che una costruzione eretta sul sepolcro di San Sabino esistesse già nel secolo VI.
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  • Copyright: Silvio Sorcini (Silvio1953) Gold Star Critiquer/Gold Star Workshop Editor/Gold Note Writer [C: 17799 W: 130 N: 37448] (203776)
  • Genre: Luoghi
  • Medium: Colore
  • Date Taken: 2019-11-29
  • Esposizione: 1/21 secondi
  • Versione Foto: Versione Originale, Workshop
  • Date Submitted: 2020-10-28 0:47
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