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Abbazia di San Galgano – Chiusdino (SI)
Notizie storiche
L'abbazia di San Galgano è un'abbazia cistercense, sita ad una trentina di chilometri da Siena, nel comune di Chiusdino.
La costruzione dell'abbazia a valle inizia nel 1218, ad opera di maestranze già impiegate per Casamari, termina nel 1217. Il cantiere è aperto da Donnus Joannes, lo stesso che aveva seguito la costruzione di Casamari; nel 1229 ne cede la guida ad altri monaci per seguire la costruzione dei mulini annessi. Probabilmente l’esecuzione è stata interamente curata dai monaci, sotto la guida di un religioso che assommava su di su di sé la carica di operaio e architetto (“magister lapidus” e “magister operis”), come d’uso per le abbazie cistercensi. Un primo nucleo consistente doveva già essere costruito nel 1224 anno in cui è menzionata “abbatiam novam Sancti Galgani”; la costruzione termina probabilmente dopo il 1341. La consacrazione, a opera dell’abate Rainerio di Belforte risale al 1288, come testimoniato da un’epigrafe ivi contenuta.
La costruzione dell’Abbazia dà l'avvio alla progressiva affermazione dei cistercensi, prima nell'ambito territoriale di stretta pertinenza ed in seguito nel più ampio contesto provinciale.
Nel 1292, la comunità monastica è sottoposta alla protezione cittadina.
Le incertezze della fine del XIII secolo portano a un calo della popolazione religiosa dai 60 monaci del 1278 ai 36 del 1296; alla fine del XIV secolo ha inizio il concreto processo di decadenza dell'organismo monastico. Ne sono causa le frequenti scorrerie degli eserciti mercenari fiorentini intenzionati a vendicarsi contro Siena, e soprattutto la peste che trova un rapido veicolo di propagazione nelle scarse abitudini igieniche, tipiche delle comunità monastiche.
Il 22 Agosto 1348 si è costretti ad aprire le celebrazioni sacre ai laici evidentemente a causa della mancanza di monaci. Contemporaneamente si fa sempre più incombente lo spettro della commenda, che coincide per tutte le abbazie con la definitiva rovina. Nonostante i frequenti tentativi di Siena di aumentare i propri diritti sulla comunità in modo da rendere inutile la gestione ecclesiastica, nel 1503 viene proclamato da Giulio II un abate commendatario, nella persona del cardinale Federico Sanseveroni. L'amministrazione disattenta, la pericolosità del luogo sempre crescente determinano l'abbandono, da parte dei monaci, della sede originaria e il trasferimento in città presso il Palazzo di S. Galgano, iniziato a costruire nel 1474. Nel 1576 il vescovo di Rimini, in visita all'abbazia, trova il monumento in via di distruzione e solo un monaco ancora presente, che non veste nemmeno più l'abito consono alla sua condizione. La decadenza culminò nel 1781 col crollo delle volte della copertura della chiesa abbaziale, nel 1786 con la rovina del campanile, nel 1789 con la sentenza ecclesiastica di profanazione.
Descrizione
Il sito è costituito dall'eremo (detto “Rotonda di Montesiepi”) e dalla grande abbazia, ora completamente in rovina e ridotta alle sole mura, meta di flusso turistico. La mancanza del tetto - che evidenzia l'articolazione della struttura architettonica - accomuna in questo l'abbazia a quelle di Melrose e di Kelso in Scozia, di Tintern in Inghilterra, di Cashel in Irlanda e di Eldena in Germania.
È un gioiello dell’arte romanica, una splendida abbazia cistercense che ora ha per pavimento un prato e per tetto il cielo. Notizie Storiche
L’abbazia è a pianta a croce latina a tre navate, con orientamento dell'abside ad est e otto valichi per parte nel braccio maggiore della croce, sul quale si aprono le due campate a pianta rettangolare. Dal punto di vista architettonico corrisponde perfettamente ai criteri della Regola dell'Ordine Cistercense sia nella scelta del luogo di costruzione (vasta pianura, priva di abitati circostanti, vicina a corsi d'acqua importanti) sia per la sua pianta che identica a quella di Casamari (sua abbazia madre) si inserisce nella linea di Clairvaux: unica variante, l'abside quadrato, peraltro molto diffuso in Italia, di richiamo all'ambiente di Citeaux.
Particolare rispetto alle altre abbazie cistercensi è la posizione del refettorio, che non si trova nel lato del chiostro che fronteggia la chiesa ma nel prolungamento del transetto nell'estremità meridionale dell'edificio monastico. È realizzata in materiale vario, come il travertino, particolarmente usato per gli esterni, il mattone e il sasso accapezzato.
Da punto di vista strutturale si riscontra un forte legame con la basilica lombarda a volta, elemento comune delle prime e più importanti chiese cistercensi in Italia; le caratteristiche di stile francese sono solo parziali e limitate agli elementi decorativi.
NEI DUE WS L’INTERNO

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  • Copyright: Silvio Sorcini (Silvio1953) Gold Star Critiquer/Gold Star Workshop Editor/Gold Note Writer [C: 17825 W: 130 N: 37502] (203986)
  • Genre: Luoghi
  • Medium: Colore
  • Date Taken: 2007-09-02
  • Esposizione: f/0.7, 30 secondi
  • Versione Foto: Versione Originale, Workshop
  • Date Submitted: 2020-10-07 0:26
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