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Chiesa di San Nicolò – Spoleto
Il complesso monumentale di San Nicolò si trova a Spoleto, a valle della cattedrale, in una zona di espansione urbanistica tardomedievale, a ridosso della cinta urbica pre-romana. Comprende una ex chiesa, un ex convento e due chiostri. Oggi è contemporaneamente un teatro, un centro espositivo ed un centro congressi. Il complesso fu edificato a partire dal 1304, dagli Agostiniani, laddove erano, fin dai primi anni dopo il mille, due chiese: San Niccolò di Bari e San Massimo.
È molto interessante e raro, perché è un esempio di primo stile gotico. La chiesa venne pesantemente danneggiata dal terremoto del 1767 tanto da essere poi completamente abbandonata e recuperata solo sul finire del XX secolo. Anticamente fu un centro assai attivo di vita religiosa e culturale, specie fino al 1500: nel 1512 ospitò Martin Lutero che studiò nella sua ricca biblioteca.
Subì nel XVIII secolo un progressivo declino fino al colpo di grazia, rappresentato dal terremoto del 1767. Così fu abbandonato, ed usato nei modi, più strani: come stalla, magazzino, ricovero di fortuna, fienile, fucina di fabbro ferraio, cabina elettrica, mercato coperto di tartufi, officina meccanica con fonderia in bronzo per riparazioni di macchine a vapore, fino a fabbrica di pesi e misure, intorno al 1905. Già nel 1873 era stato demolito il campanile aggiunto nel quattrocento.
Rimase in tale stato di abbandono fino a i tempi nostri. Solo nel 1960 si provvide al suo recupero.
La facciata, su via Elladio, è molto semplice e lineare, a due falde a capanna, ma con un bel portale ad ogiva, e, nella lunetta, l'affresco della Madonna col Bambino fra i Santi Agostino e Nicola (1412).
L'interno della chiesa, ricoperta da un tetto a capriate, è costituito da un'unica, ampia navata, oggi quasi del tutto priva delle decorazioni, affreschi, sculture e cappelle che dal XIV secolo al XVII l'avevano arricchita. L’altissima abside poligonale semicircolare è spartita da lesene e sormontata da una volta a costoloni poggiata su altissimi piedritti; lungo le pareti sono presenti frammenti di affreschi; in cima vi gira intorno una galleria pensile che prende luce da bifore aperte verso l'interno e disposte negli intervalli fra i costoloni. In basso si aprono verso l'esterno altre tre bifore più grandi.
Il convento, edificato sopra la cinta più antica delle mura cittadine, conserva ancora in parte la struttura originale. I chiostri sono stati costruiti in epoche diverse: il primo è del '300, coevo alla chiesa, e poggia su di un lato della stessa; è sorretto da pilastri poligonali di pietra bianca e rossa ornati da eleganti capitelli. In entrambi i lati si trovano lastre sepolcrali del XIV secolo epigrafi. Nell’angolo del chiostro è visibile quel che rimane del campanile eretto nel 1470 per iniziativa di fra Servadio da Spoleto, come riportato da un'iscrizione in situ. Sui restanti lati il chiostro è privo di gallerie. Nel ‘400 viene aggiunto un secondo chiostro più modesto a due ordini, interamente in laterizio. Oltre al teatro stesso, capiente di 450 posti, un'altra sala congressi è al piano primo, con bellissimi panorami sulla valle di Spoleto.
Sottostante all'abside, la chiesa di Santa Maria della Misericordia alla quale si può scendere per il vicolo omonimo alla destra del complesso.

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  • Copyright: Silvio Sorcini (Silvio1953) Gold Star Critiquer/Gold Star Workshop Editor/Gold Note Writer [C: 17810 W: 130 N: 37474] (203878)
  • Genre: Luoghi
  • Medium: Colore
  • Date Taken: 2004-11-07
  • Esposizione: f/0.8, 30 secondi
  • Versione Foto: Versione Originale
  • Date Submitted: 2020-10-22 3:59
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Additional Photos by Silvio Sorcini (Silvio1953) Gold Star Critiquer/Gold Star Workshop Editor/Gold Note Writer [C: 17810 W: 130 N: 37474] (203878)
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